Mammavadoadamsterdam

Frammenti di vita di un italiano ad Amsterdam


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Cronaca di una vacanza ad Amsterdam

Alessandro ed i suoi amici ad Amsterdam

Alessandro ed i suoi amici ad Amsterdam

Nonostante siano passati un paio d’anni dall’ultimo post, in qualche modo questo blog continua a sopravvivere. Lo fa con le vostre consultazioni, con le vostre letture, che non diminuiscono col tempo. Forse allora il lavoro fatto era buono, forse in qualche modo i consigli sparsi in ogni post servono ancora ad orientarsi nella durissima scelta di trasferirsi all’estero, ma anche nella piacevole ricerca di suggerimenti per ottimizzare una vacanza.

Proprio come hanno fatto Alessandro e i suoi amici. Cinque italiani in partenza per Amsterdam, subito dopo lo scorso Capodanno. Memore del suo amico che viveva ad Amsterdam, Alessandro ha utilizzato il blog per prepararsi al suo primo viaggio in Olanda. Al ritorno gli ho chiesto di raccontare l’avventura, per condividere le impressioni e rendere indelebile in qualche modo quell’esperienza. Continua a leggere


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Teorie e tecniche della registrazione. Come, quando e perché

Geemente Amsterdam

E’ giunta l’ora di parlare di uno degli argomenti più scottanti per i neo Amsterdammers: la registrazione al comune (Geemeente in olandese). Mettiamo subito un paio di punti fermi:

  • Registrarsi è obbligatorio
  • Chi vi affitta una casa/stanza senza la possibilità di registrazione sta commettendo un reato (Pensavate che lasciando l’Italia affitti e lavori in nero fossero un pallido ricordo tricolore, ma Amsterdam e l’Olanda si trovano sul pianeta Terra)

Siamo italiani e quindi autorizzati a soggiornare su tutto il territorio dell’Unione Europea senza limiti, ma l’Olanda giustamente ci tiene a sapere quante persone vivono sul suolo orange, il più densamente popolato d’Europa, e quante hanno diritto al suo welfare proverbiale e crepuscolare. Per quale motivo quindi tanta gente decide di iscriversi nel Limbo dei non registrati invece che al Comune? Proviamo a scoprirlo. Continua a leggere


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Sur l’écriture

scrittura

Il faut écrir,

pour attrapper un chat qui pleure,

expié un ancien qui rit en front à la mort,

oublier l’ombre dans le miroir,

l’ombre des tous nos rêves non réalisés.

Il faut écrir.

Maintenant.

Angelo Turi, in un momento di noia durante un seminario.

“Poesia” scritta un anno fa, prima di partire per Amsterdam.

Dopo l’eccezionale post in inglese ci stava divertirsi col francese…


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Sounds of Amsterdam

If you already came here you know what I’m talking about. The sounds of Amsterdam are unmistakable and will capture your ears since you put your feet out of the Central Station for the first time . Trams, traffic lights, bikes, wind, water, voices, music.

The sounds of a place are important. They remain etched in your mind as a bas-relief and suddenly you’re back to those places and feelings that you have lived and left there. Trapped forever just for you in that precise space and time context. Like a good or a bad ghost, that appears only in your mind when you walk through or remind a place that for everyone else means nothing.

I’m leaving Amsterdam, that’s why updates were scarce lately. I’m going to write a few more posts about things I’d like to tell you about the city and I hope I do not lose the desire of doing it far away from here. New projects, new adventures call me back to Italy. Amsterdam will always be in my heart. These days I’m experiencing the city like an average tourist. Walking. To say goodbye or maybe tot ziens to all those places that I liked.

I was in a cafe bruin few days ago and the music inside was a sweet piano melody. I thought it is going to take a bit of time before I can get back to be again in a place like this and I wanted to help me not to forget. I recorded those sounds that I liked so much and I uploaded them on Soundcloud. Today I did other recordings walking through the city. Actually they are just four. It ‘s my audio memory of Amsterdam, at least part of it. I chose places that were meaningful not only for me, so famous that they can be of service to everyone, even to those who were here only once, to return to Amsterdam for a few minutes. Those who has never been in the city could dream what to expect. It’s the legacy of the blog. That will remain available for everybody and who knows, maybe can continue to be a help, sometimes even a point of reference for someone willing to move to Amsterdam.

I come back home after almost a year, but largely satisfied with what Amsterdam has given to me. The experiences I have had here are of primary importance for my growth and personal enrichment . Especially people, lots of gorgeous ones, that have filled my heart during my Dutch life. They are the hardest thing to leave, in the delicate process of evaluating all that is around me for the access to the overpacked suitcases.
But in Amsterdam people always arrive and leave. Even those I’m actually leaving here, sooner or later will find themselves facing the inevitable decision, which on average comes after two and a half years: returning back home or stay forever? There are those who ‘s got the answer right away. Even those who are convinced of one thing and then discovers that the truth is otherwise. I always knew that I would not have stopped in Amsterdam for long times. In an interview for the blog Voglio Vivere Così (I want to live like this) I concluded that “Amsterdam is an expert lover, she’s not angry if you are in love with another one, but in the meantime you spend your nights with her.”

So Friday I’m leaving. And on the bathroom’s mirror, I’m going to write this with her lipstick:

Dear Amsterdam ,
I’ll never forget the time I’ve spent with you.

But I love another one, you knew it from the beginning, and I decided to come back to her.

You know I’m telling the truth and I know you’ll understand.
I will never erase your number. Sooner or later we will meet again.
And it will be wonderful as all times.
Angelo


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I suoni di Amsterdam

Se siete già venuti da queste parti sapete di cosa voglio parlarvi. I suoni di Amsterdam sono inconfondibili e ti catturano l’udito sin da quando metti il piede fuori dalla Stazione Centrale per la prima volta. Tram, semafori, bici, vento, acqua, voci, musiche.

I suoni di un luogo sono importanti. Ti rimangono impressi nella mente come un bassorilievo e in un attimo ti riportano a quei luoghi e alle sensazioni che lì hai vissuto e lasciato. Intrappolate per sempre solo per te in quel preciso contesto spazio temporale. Come un fantasma, buono o cattivo, che si agita solo nella tua mente quando passi o ricordi un posto che per tutti gli altri non significa niente. Continua a leggere


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La bufala ciclica della chiusura dei coffeeshop di Amsterdam

bufala chiusura coffeeshop amsterdam

Giambattista Vico non poteva conoscere Studio Aperto e i giornali italiani, ma già agli albori del 1700 aveva partorito la famosa teoria dei corsi e ricorsi storici. Detta in due parole nella storia dell’uomo i fatti tendono a ripetersi ciclicamente e così se la Cina per secoli è stata la più grande potenza mondiale, adesso ci ritroviamo nuovamente schiacciati dalla sua importanza economica, oppure scendendo più sul pianeta “Terra terra” l’Inter ha necessitato di 40 anni circa per ripetere gli albori della presidenza di Angelo Moratti e probabilmente ora per altri 36-37 non vincerà nulla dopo il Triplete. Chiaro adesso? Continua a leggere


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“Split the bill”, pagare il conto all’olandese. Online.

E dentifier ABN AMRO

Se vi trasferite in Olanda e non siete esattamente tecnologizzati (es. avete un conto corrente senza internet banking) o magari tendenzialmente trogloditi (es. avete il conto alle Poste) vi accorgerete subito che qui l’utilizzo del bancomat è molto più diffuso che in Italia. Quando aprirete un conto, la banca vi fornirà uno strano aggeggio come quello in foto, l’E dentifier, che diverrà il vostro amico inseparabile per effettuare centinaia di bonifici online. Troverete cartelli con il simbolo PIN in bella vista anche sulle bancarelle dei mercati cittadini, per non parlare dei supermercati, dove assistere ad un pagamento in contanti è cosa ben rara. La gente in coda alla cassa guarderà invece VOI che cercate con ansia quella moneta da 10 centesimi, con aria di superiorità, chiedendosi: “Ma perchè non paga col bancomat?”

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