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Frammenti di vita di un italiano ad Amsterdam

Il ping pong di gruppo metafora della socialità nordica

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Table tennis Amsterdam

Martedì scorso mi è capitato di andare in un locale molto famoso ad Amsterdam per le sue varie e lodevoli iniziative culturali, l’Overtoom 301. A quanto pare la serata ping pong del martedì è molto popolare in città, soprattutto fra i tantissimi expat che la popolano…Il locale, o forse dovrei scrivere l’edificio, ricorda molto quei posti che hanno reso Berlino la città più popolare fra gli emigranti europei di questi anni ’10 del XXI secolo. Si accede attraverso un cortile interno, dopo di che ci si ritrova all’interno di questo bar/cinema/ristorante vegano/centro culturale/discoteca che in Italia chiameremmo sbrigativamente centro sociale, con le varie accezioni negative che queste parole si portano dietro, soprattutto fra la gente di destra.

Il caso tra l’altro ha voluto che nel cinema interno le proiezioni della serata fossero dedicate ad un regista italiano: Dario Argento. Con soli 5 € era possibile vedere Profondo Rosso e Suspiria, in italiano, coi sottotitoli in inglese, ma come avrete capito non è del cinema che vi voglio parlare: appuntamento clou dei martedì all’Overtoom 301 è il ping pong.

Oltre ai due tavoli messi a disposizione gratuitamente di tutti (e la coda per giocare è sempre piuttosto corposa) il locale offre un tavolo di fronte ad uno dei due frequentatissimi bar, dove si gioca solo ed esclusivamente ping pong di gruppo. La foto che ho postato non rende giustizia all’entusiasmo e al numeroso pubblico che aggrega questo gioco che secondo me è la vera metafora della facilità di socializzazione qui ad Amsterdam. Si gioca tutti insieme, anche in trenta persone, ognuno con la sua racchetta in mano, correndo (o camminando se si è in tanti) intorno al tavolo. Quando si arriva su uno dei due lati corti del tavolo è il proprio turno di colpire la palla, l’obiettivo è semplicemente metterla in campo senza sbagliare, in caso contrario si va fuori dal giro e si aspetta l’inizio della prossima partita.

A me ha ricordato molto i giochi che si facevano all’asilo, soprattutto quello delle sedie insufficienti e della musica che si interrompe all’improvviso (mi sfugge il nome in questo momento, l’età avanza) ma spero di aver rinfrescato i vostri ricordi sul tema.

Beh, prendete quel ricordo sbiadito ma piacevole dell’asilo e trasferitelo in un qualsiasi palloso martedì sera. Posizionate il tavolo da ping pong in uno dei quartieri più in di Amsterdam, su uno dei lati di Vondelpark, con decine di persone provenienti da tutto il mondo, per il 90% nella fascia d’età 25-35 anni, con le birre trappiste a 2,50 € e la possibilità di fumare (sigarette) anche mentre si gioca. Bingo.

Il divertimento è assicurato, ma anche le possibilità di conoscere gente e socializzare. Si gioca tutti insieme, si ride dei propri errori, ci si pesta i piedi in coda e si ritorna un po’ bambini, recuperando quello spirito di gioco che ci piaceva tanto, ma che poi chissà perché abbiamo smarrito sotto la scrivania, quella dell’ufficio o quella dello studio. Faccio un altro esempio: quanto tempo è che non giocate a nascondino? Io lo adoravo, ma sono secoli che non riesco a giocarci. Il ping pong di gruppo (non sono riuscito a trovare un nome “ufficiale” del gioco) è il simbolo dell’atmosfera che si trova nei locali di Amsterdam, e del nord europa più in generale (anche in questo caso Berlino comanda). Posti dove la gente va per divertirsi più che per apparire e lo sconosciuto è sempre benvenuto nel gioco.

Se venite ad Amsterdam, il martedì sera sapete dove trovarmi.

PS. Sulla pagina Facebook ufficiale di Mamma Vado ad Amsterdam ho caricato un video del ping pong di gruppo all’Overtoom 301, dateci un’occhiata. Lo so, è piuttosto breve ma non potevo fare di meglio: stavo giocando, stavo bevendo, stavo fumando, stavo parlando, stavo vivendo la mia vita ad Amsterdam

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Autore: Angelo

Cambiare vita e trasferirsi ad Amsterdam. Si può fare, non solo ad occhi chiusi. Su queste pagine cerco di restituire un po' di quello che vivo nella capitale olandese.

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