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Frammenti di vita di un italiano ad Amsterdam

Out of the closet: vestiti usati e preservativi nuovi

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Out of the closet Amsterdam

Sarà perché la maglia blu comprata all’IJ Hallen sembra esente da maledizioni o perché le mie finanze al momento non permettono particolari stravaganze, ma sto un po’ in fissa con i negozi di vestiti usati. E’ stato per questo che passando per Jodenbreestraat, a pochi passi dalla casa di Rembrandt, ho notato la strana vetrina di Out of the closet. Il problema è che a chiamarlo semplicemente “negozio di vestiti usati” gli si fa un gran torto…

…perché abbigliamento per uomini, donne, bambini, accessori, scarpe, borse e libri, sono frutto di donazioni e l’intero incasso viene devoluto all’AIDS Healthcare Foundation. Il negozio in realtà è un vero e proprio centro di propaganda per la lotta all’AIDS e fa parte di un progetto no profit nato in California, dove finora sorgevano tutti i negozi della catena. Da qualche mese hanno aperto la prima filiale in Europa, potevano scegliere un altro luogo se non Amsterdam?

preservativi sono ovunque, a disposizione di tutti gratuitamente, alla faccia dei distributori automatici che non accettano mai i tuoi 10 euro. All’interno del negozio c’è di tutto ma l’abbigliamento fa da padrone. I prezzi variano molto da un minimo di 1 euro per gli oggetti in super promozione fino a circa 40 euro per le giacche. Ogni tanto effettuano vendite super speciali in cui i vestiti li mettete nel cestino da supermercato e li pagate al chilo.

Out of the closet Amsterdam

All’ingresso fa bella mostra di sé  il banchetto con riviste, brochure e materiale informativo vario, soprattutto della fondazione che al piano di sopra gestisce un consultorio specializzato. Dal giovedì alla domenica è possibile fare gratuitamente il test dell’HIV attraverso un sistema rapido basato sull’analisi di una goccia di sangue e un po’ di saliva. Il risultato lo si ottiene in 20 minuti, ma in caso di esito positivo l’esame dovrà essere ripetuto in una clinica specializzata (se siete sopravvissuti alla notizia).

A dir la verità anche se sto in fissa con i negozi di roba vintage come un hipster isterico, poi non compro mai niente. Scartando la roba inguardabile trovo sempre e solo due taglie: quella di Brunetta o quella di Galeazzi. Per cui la cosa migliore dello shopping è stata lo scoprire dell’esistenza di questo posto, che fa tanto “Adesso-vivo-all-estero-e-ci-sono-questi-posti-fighi-dove-andiamo-noi-gggiovani-metropolitani”.

Anzi no, c’era nell’aria il best dei Creedence, la cosa più bella era provarsi i vestiti canticchiando nel camerino “Have you ever seeeeeeeeeeee the rain”. Però anche i preservativi gratis erano interessanti. Preservativi gratis tutte le volte che voglio? Vado a ripassare il post sulle olandesi.

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Autore: Angelo

Cambiare vita e trasferirsi ad Amsterdam. Si può fare, non solo ad occhi chiusi. Su queste pagine cerco di restituire un po' di quello che vivo nella capitale olandese.

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