Mammavadoadamsterdam

Frammenti di vita di un italiano ad Amsterdam

Trovare casa ad Amsterdam part 3: storie vere su convivenze, alloggi e precarietà abitativa

6 commenti

case Amsterdam

Non mi stancherò mai di ripeterlo: trovare una casa o una stanza in affitto ad Amsterdam è difficile. La città è iperpopolata rispetto alle sue dimensioni e come già ricordato, lo spazio qui manca sempre. Dopo le prime due puntate su come trovare casa ad Amsterdam, mi sembra quindi giunto il momento per passare al nuovo episodio della nostra epopea abitativa in riva all’Amstel.

Trovare casa ad Amsterdam part 1: Come districarsi fra precarietà abitativa e truffe

Trovare casa ad Amsterdam part 2: In che quartiere? E i prezzi come sono?

La difficoltà nel trovare una buona soluzione immobiliare ad un prezzo non eccessivo (spesso lo sarà)  fa sì che la città sia un continuo pullulare di storie borderline di vita vissuta in condizioni abitative estreme. Roba che in alcuni casi starebbe benissimo fra i post del Coinquilino di merda, pagina Facebook molto popolare che al sottoscritto piace particolarmente. Per cui vorrei farvi un elenco delle cose più assurde, tutte realmente esistite, che finora mi è capitato di ascoltare legate alle case di Amsterdam. L’elenco è casuale ed aperto alle vostre segnalazioni.

– “La mia casa è un asilo. Non perché abiti con dei bambini, vivo da solo/a, ma il posto è un asilo, quello della mia padrona di casa per la precisione. Dal lunedì al venerdì ogni mattina alle 8.30 arrivano 6/7 bambini quando io vado al lavoro e li ritrovo brevemente quando torno. Ciò mi permette di avere una bella casa ad un prezzo decente, tuttavia spero di non essere mai ammalato/a

– Dialogo fra due persone che si conoscono e una terza sconosciuta che arriva e chiede: “Come vi siete conosciuti/e voi due?” Risposta “Lui/lei abitava a casa di mia nonna, l’ho conosciuto/a quando andavo a trovarla e dopo un po’ siamo diventati amici”

– “A casa mia per entrare in bagno devo attraversare la camera del mio coinquilino di merda che è sempre in casa, sempre in camera, sempre chiuso”

– “Ho un palo da lap dance nel salotto di casa. E’ di una mia amica pole dancer che viene ad esercitarsi a casa. In casa sua non c’era abbastanza spazio”

– “La padrona di casa precedente mi deve ancora 250 euro di caparra. Dopo mesi di latitanza assoluta durante i quali aveva staccato il telefono, era sparita da internet e non era mai in casa, ho scoperto che era ricoverata in ospedale per un tumore alla gola che sapeva di avere. Nonostante questo fumava un pacchetto e mezzo al giorno. Spero sia morta. Se è ancora viva con che faccia le chiedo i soldi?”

– “Dalla casa precedente in cui vivevamo siamo dovuti scappare via dopo due giorni perché avevamo i topi in salotto pronti a guardare la tv insieme a noi

-“Quando abitavo in centro avevamo i topi in cucina. Abbiamo messo una trappola e ne abbiamo catturato uno, vivo, nella gabbietta. Abbiamo lasciato sul balcone la gabbia perché dovevamo decidere cosa farne. Dal giorno dopo la coinquilina iscritta al WWF ha iniziato a dargli da mangiare. Dopo un po’ le abbiamo imposto di sbarazzarsene, ma se avesse liberato il topo nelle zone vicino a casa, lui avrebbe ritrovato immediatamente la strada per tornare indietro. Allora lei ha preso uno zaino, ci ha messo dentro la gabbia col tipo vivo, ha preso il treno ed è andata ad Haarlem a liberarlo nella campagna”

– “Dalla casa in cui abitavo prima ci hanno sbattuti fuori perché quel bastardo del coinquilino di merda intestatario del contratto non aveva pagato gli ultimi due affitti. Nevicava e l’ho scoperto rientrando a casa e trovando tutta la mia roba in mezzo alla strada, anche i mobili, nella neve. Tutto tranne la bici stupenda che avevo avuto in prestito da un amico. La serratura era stata cambiata. Io avevo sempre pagato la mia parte d’affitto a lui, che nel frattempo era sparito. Volevo piangere. Da allora l’amico non l’ho più visto, lui è convinto che mi sia fregato/a la sua bici”.

L’elenco è incompleto e assolutamente veritiero. Talmente tanto che alcune delle situazioni descritte sono capitate a me. Le ho “censurate” mettendo il maschile/femminile così adesso impazzirete a flasharvi su quali esse siano. Siete invitati a lasciare le vostre storie assurde di case ad Amsterdam (vere vi prego) nei commenti. Se il seguito sarà soddisfacente provvederò ad integrarle.

Annunci

Autore: Angelo

Cambiare vita e trasferirsi ad Amsterdam. Si può fare, non solo ad occhi chiusi. Su queste pagine cerco di restituire un po' di quello che vivo nella capitale olandese.

6 thoughts on “Trovare casa ad Amsterdam part 3: storie vere su convivenze, alloggi e precarietà abitativa

  1. Si sta a casa propria, e si risolve il problema.

  2. Ciao Angelo! Ti volevo chiedere un favore…ma siti per trovare casa in affitto ad amsterdam o anche fuori? Perche quelli a pagamento uno non mi fa registrare e l’altro (rentplaza) ho fatto l’iscrizione ma per pagare i 40€ annuali mi ha dato un numero di un conto con un nome…ma sarà per il bollettino? C’è da fidarsi?

  3. Pingback: Le amicizie ad Amsterdam | Mammavadoadamsterdam

  4. @Pernando veramente una risale proprio da un tuo racconto 😀

  5. beh, vivendo in quella casa anche a te sara’ capitato, o capitera’, di stare chiuso nella doccia aspettando che il/la coinquilina finisca di scopa’ =)

  6. Posso confermare personalmente, per esperienza diretta, almeno due delle storie citate. Che (a volte bei) ricordi!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...