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Frammenti di vita di un italiano ad Amsterdam

A volte ritornano… ad Amsterdam

9 commenti

a volte ritornano ad Amsterdam

L’estate sta finendo cantavano i Righeira, proiettando le peggiori paranoie da studente su noi nati fra la fine degli anni ’70 e i primi ’80. Tempi in cui gli occhiali a specchio colorati erano uno status symbol vero, non il feticcio del momento che ho visto sulle spiagge pugliesi fino a qualche giorno fa.

Alla fine dell’estate si torna a scuola. Nel mio caso ad Amsterdam, scuola di vita e di avventure. In questi due mesi d’assenza ho dapprima camminato molto (avete notato l’altro blog?), per poi rilassarmi nell’accidia di un agosto pugliese, fra bombette, orecchiette, panzerotti, frise, olio, focacce, spaghetti cozze e vongole e… BOOM! Sono scappato via prima di scoppiare.

Per cui si ricomincia, stavolta la casa c’è, bisogna solo ritrovare un lavoro. (Dis)occupazione comune a molti altri anche qui sulle rive dell’Amstel. Alcuni di voi mi scrivono chiedendomi “C’è lavoro ad Amsterdam?”. Bella domanda (del cazzo). Secondo me è come chiedere “Che tempo farà fra dieci anni?” BOH! Tutto affoga nella genericità dell’argomento e nelle diecimila variabili coinvolte, fino a ridursi a chiacchiere da bar. C’è lavoro ad Amsterdam? Più o meno si ma le cose stanno peggiorando da qualche anno e gli indicatori economici segnalano che probabilmente la situazione continuerà a peggiorare.

Quindi chi si vuole accomodare alla roulette faccia pure, al mio fianco c’è posto. Non è detto che non ne valga la pena, anzi.

Vorrei rivolgere l’ennesimo ringraziamento a voi lettori, a chi segue il blog quasi dalla nascita e a chi l’ha scoperto per caso in questi lunghi giorni di silenzio. Nonostante l’ultimo aggiornamento ad inizio giugno, il blog non solo ha mantenuto il seguito ma ha continuato a crescere. Incredibile parlando di una creatura di 7 mesi. A cui per 2 è stata tolta la corrente. Sono i freddi numeri, uniti ai caldi complimenti che tanto spesso mi regalate, che mi spingono ad andare avanti e riprendere a scrivere. Anche ora che la campanella suona, il professore è già entrato in classe e io sono in ritardo, con gli occhi gonfi di sonno.

Il blog è vivo, viva il blog!

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Autore: Angelo

Cambiare vita e trasferirsi ad Amsterdam. Si può fare, non solo ad occhi chiusi. Su queste pagine cerco di restituire un po' di quello che vivo nella capitale olandese.

9 thoughts on “A volte ritornano… ad Amsterdam

  1. Non vedo l’ ora di tornare ad amsterdam (sarebbe la mia quarta volta!),pensavo di tornare verso Aprile/Maggio.
    La mia ultima visita risale allo scorso Agosto e puntualmente, anche stavolta sul volo di ritorno dall’ Olanda mi sono chiesta perchè
    stessi rientrando … Quello che ho letto nel tuo blog descrive perfettamente i sentimenti che provo per questa città.
    Amsterdam è pura magia!
    Ciao!

  2. Ciao,
    Mio marito tra ormai pochi giorni si trsferirá ad amsterdam.
    Siamo anche noi alle prese con la ricerca di una stanza,almeno i primi mesi.
    Potreste darci qualche indicazione utile al riguardo?
    Da quanto ho capito i siti affidabili sono a pagamento…ma volendo evitare,una volta li se ci si affida alle agenzie si puo star tranquilli..?
    Inoltre mi sembra che il primo passo in assoluto è trovare una stanza con contratto registrato altrimenti non si può avere il sofinumber…..
    Potreste aiutarci?
    Grazie
    Anna

    • Ciao Anna, per il Sofinummer non ci sono problemi senza contratto, lo fanno anche con l’indirizzo italiano. Onestamente non ho esperienza con agenzie immobiliari ma non ho mai sentito di brutte esperienze da quelli che vi si sono affidati

  3. Complimenti Andrea Z. hai scritto esattamente quello che avrei voluto scrivere anche io, anche se sicuramente non ci sarei riuscito così bene. Anche io ci torno quando posso e il 18 di questo mese sarà la terza volta del 2013. Continuerò a seguirvi con molto interesse e simpatia.
    Un saluto a tutti !!

  4. Caro Angelo,
    ho scoperto il tuo blog solo in Agosto, in un momento tranquillo del mio lavoro qui a Milano, e me lo sono letto tutto d’un fiato.
    Sono nato nel 1971, mi sono innamorato di Amsterdam nel 1995, nello stesso anno in cui ho scoperto la Beat Generation e i Provos olandesi, e da allora, ogni volta che posso, più o meno una volta l’anno, torno lassù in vacanza per riscoprirmi ogni volta più innamorato.
    Dopo tanti anni, posso dire che i miei sentimenti non hanno nulla a che fare con gli aspetti “folcloristici” (le sue sfumature di verde e di rosso) e turistici della città. Sono un turista, eppure, rifuggo i turisti, facendo visita in città preferibilmente nei mesi piu’ folli, a Novembre o Febbraio, evitando possibilmente le orde barbariche che affollano A’dam nel weekend e che, quasi sempre, ne rovinano la magia. Quasi sempre, haimè, il lavoro è portato avanti nel nome dell’esagerazione da italiani e inglesi, o mi sbaglio? Ma il Capolavoro resiste …
    Parlo di “amore”, perché si tratta proprio di questo. Una forma sentimentale del tutto particolare e struggente che ho provato in vita mia solo per questa città e per la mia compagna di vita.
    Ho imparato col tempo, camminando e leggendo molto, a conoscere caratteristiche e abitudini dei cittadini, scoprire angoli romantici e tranquilli, locali e negozi particolari e tanti altri piccoli segreti.
    Nel 1998 ho seriamente pensato di fare la tua stessa scelta, ma poi è mancato il coraggio e famiglia e amici mi hanno tenuto a Milano, che per altro amo molto.
    Ma torno là quando posso, per 3-4 giorni, e faccio i miei percorsi lungo i canali, da Joordan a De Pijp, dal Paradiso al Melkweg all’OT310, dal Vondelpak, al Dam allo Spui, forse l’angolo che più amo della città. Poi, ogni tanto, salto su un tram e volo verso il capolinea, dove la città pare più reale e meno turistica e più reale, per scoprire, quasi sempre, che è davvero bella e vivibile anche lì, lontano dal centro del Cerchio Magico.
    Ho scritto tutto questo solo per presentarmi, perchè d’ora in poi ti seguirò e interverrò sul tuo fantastico Blog, che mi aiuta moltissimo nei tanti momenti di nostalgia. Davvero, quando l’attesa per il prossimo viaggio si fa lunga e insopportabile, un giro su StreetView, un video su Youtube o un tuo post mi aiutano a tirare avanti.
    Grazie infinite per la passione con la quale ci racconti scampoli di vita e dipingi momenti e luoghi di rara intensità emotiva e bellezza.
    Andrea.

    • Andrea scusa il ritardo con cui ti rispondo, è stato così bello leggere le tue parole che sul momento non sapevo cosa scrivere. Poi ovviamente mi sono dimenticato di farlo. Grazie di tutto, anche del tuo intervento a dir poco significativo. In considerazione del post che ho scritto oggi, tu l’avevi mai notata la chiesa di Nostro Signore in Soffitta?

  5. Bello! Non vedo l’ora di leggere news dal Nord 🙂
    E in bocca al lupo per il lavoro, siamo nella stessa situazione, sob, e per la “scuola” che ti aspetta!
    ps. A proposito, sai se pioverà nel 2023?

  6. Bene, pensavo l’avessi lasciato naufragare nell’oceano dei blog senza vita. Aspettiamo buone nuove dalla Venezia del freddo nord…

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