Mammavadoadamsterdam

Frammenti di vita di un italiano ad Amsterdam

I suoni di Amsterdam

10 commenti

Se siete già venuti da queste parti sapete di cosa voglio parlarvi. I suoni di Amsterdam sono inconfondibili e ti catturano l’udito sin da quando metti il piede fuori dalla Stazione Centrale per la prima volta. Tram, semafori, bici, vento, acqua, voci, musiche.

I suoni di un luogo sono importanti. Ti rimangono impressi nella mente come un bassorilievo e in un attimo ti riportano a quei luoghi e alle sensazioni che lì hai vissuto e lasciato. Intrappolate per sempre solo per te in quel preciso contesto spazio temporale. Come un fantasma, buono o cattivo, che si agita solo nella tua mente quando passi o ricordi un posto che per tutti gli altri non significa niente.

Sto lasciando Amsterdam, per questo gli aggiornamenti scarseggiavano ultimamente. Ho intenzione di scrivere qualche altro post su cose della città di cui vorrei parlarvi e spero di non perdere il gusto a farlo lontano da qui. Nuovi progetti, nuove avventure da affrontare mi richiamano in Italia. Amsterdam sarà sempre nel mio cuore. In questi giorni sto girando per la città come un turista qualsiasi. A piedi. Per dire addio o magari tot ziens a tutti quei posti che mi piacevano.

Ero in un cafè bruin qualche giorno fa e la musica all’interno era una bellissima melodia al piano. Ho pensato che passerà un po’ di tempo prima che mi capiti di nuovo di essere in un posto del genere ed ho voluto aiutarmi a non dimenticare. Ho registrato quei suoni che tanto mi piacevano e li ho caricati su Soundcloud. Oggi ho fatto delle altre registrazioni camminando per Amsterdam. Per ora sono quattro in tutto. E’ la mia memoria audio di Amsterdam, almeno in parte. Ho scelto luoghi significativi non solo per me, così famosi da poter servire a tutti, anche a chi c’è stato solo una volta, per tornare ad Amsterdam con la mente per pochi minuti. Chi invece non c’è stato mai potrà sognare cosa l’aspetta. E’ l’eredità del blog. Che rimarrà a disposizione di tutti e chissà non possa continuare ad essere un aiuto, qualche volta addirittura un punto di riferimento per qualcuno.

Torno a casa dopo quasi un anno, ma ampiamente soddisfatto di ciò che mi ha dato Amsterdam. Le esperienze che ho vissuto qui mi sono servite molto per crescere ed arricchirmi. Soprattutto le persone, tantissime e stupende, che mi hanno riempito il cuore durante la vita olandese. Sono la cosa più difficile da lasciare qui, nel delicatissimo processo di valutazione di tutto ciò che è intorno a me per l’eventuale accesso alla valigia strapiena.

Ma ad Amsterdam si arriva e si parte di continuo. Anche loro prima o poi si ritroveranno di fronte all’immancabile decisione, che in media arriva dopo due anni e mezzo: tornare a casa o restare per sempre? C’è chi la risposta ce l’ha subito. Anche chi è convinto di una cosa e poi scopre che la verità è un’altra. Io ho sempre saputo che non mi sarei fermato per sempre. Nell’intervista per Voglio vivere così concludevo che “Amsterdam è un’amante esperta, non si incazza se siete innamorati di un’altra, ma nel frattempo passate le notti con lei”.

Allora venerdì parto e sullo specchio del bagno col suo rossetto scriverò:

Cara Amsterdam,

non dimenticherò mai il tempo passato insieme a te. Ma amo un’altra, lo sapevi dall’inizio, ed ho deciso di tornare da lei.

Sai che dico la verità e so che capirai.

Il tuo numero non lo cancellerò mai. Prima o poi ci rivedremo.

E sarà bellissimo come tutte le volte.

Angelo

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Autore: Angelo

Cambiare vita e trasferirsi ad Amsterdam. Si può fare, non solo ad occhi chiusi. Su queste pagine cerco di restituire un po' di quello che vivo nella capitale olandese.

10 thoughts on “I suoni di Amsterdam

  1. Io, leggendo queste parole, mi sono commossa!

  2. Bei suoni Angelo! Buon ritorno!

  3. Dispiacere, grande dispiacere. Il sogno che finisce, ma sai che tornerai di nuovo a sognare. Non sara’ piu’ lo stesso, ma pur sempre un sogno sara’ quello che ti terra’ vivo.
    I suoni di A’dam per me sono fondamentali. Non mi porto mai la mia musica lassu’, proprio per godere dei suoi suoni, musicali e non.
    Ricordi sparsi: Un organetto di strada che suona la melodia di “stodie di tutti giorni” di Riccardo Fogli, Alex Britti, ancora sconosciuto, con i dreadlcok, che suona blues in un locale sulla Kalverstraat, una vacanza estiva che aveva come soundtrack il singolo di Tiziano Ferro (per noi italiani, il successo dell’anno prima), un vagabondo che da anni gira per il Red Light District intonando solo e sempre il ritornello di Black Magic Woman di Santana accompagnandosi ritmicamente con un bicchiere di McDonald e qualche monetina sul fondo, il suono dei freni a pedale delle bici, i tictac dei semafori,un organo a canne pinfloydiano nella OudeKerk, i Radiohead durante il mio unico bacio olandese, l’anello di una prostituta che batte sul vetro e lei che mi vorrebbe tirare dentro ma non ce la fa, i sottofondi esoterici di Himalaya (RIP), la trance di Ozmali, gli Outsiders di Wally Tax, Jacco Gardner. E poi, certamente, quella sillaba magica sparsa in ogni incomprensibile discorso che somiglia tanto ad una sonora scatarrata, ma e’ solo un ” Ch ” pronunciato come si deve….
    Gli odori? I rifiuti lasciati a marcire per strada, l’erba santa, bruciata e non, il piscio clandestino agli angoli di strada, il Nasi Goreng di Sie Joe e Thai Bird, la torta di mele di Latei, il profumo dozzinale ma intenso del Red Light District, l’odore tipico dei sedili dei tram (e’ diverso da quello milanese, ma non lo so spiegare)…
    E potrei continuare, ma ho gia’ esagerato!
    Buona fortuna per il tuo nuovo viaggio. Sono certo che ne hai ancora tante da raccotare su A’dam, anche lontano da li’, perche’ il cuore e’ sempre vicino a cio’ che ami, e il ricordo e’ il bene piu ‘grande che hai.
    Grazie, Angelo!

  4. Ma come mai torni????????????

  5. Te ne vai in grande stile….articolo fantastico!
    Io faccio parte del gruppo che era convinto di una cosa e poi la realta’ e’ un’ altra….turista ad Amsterdam da 7 anni e mezzo!
    Ti faccio un in bocca al lupo grandissimo Angiole’….tot morgen 🙂

  6. L’ho fatto anche io sai? Sono tornata…da due settimane…comprendo e sento mia ogni tua parola… ho sempre definito A’dam come la mia amante,non avrei potuto trovare parole migliori Angelo,grazie di averle trovate tu.
    Buon viaggio…
    Valentina

  7. Io piu che i suoni, ogni volta che vengo ad Amsterdam sono innamorata dgli ODORI! E non parlo dell’odore dell’erba, ma proprio della città stessa che riconoscerei tra mille…da li poi partonono tutte le sensazioni piu belle. Amsterdam è e sarà sempre casa.

  8. che peccato, per chi cercava notizie su amsterdamm eri una ventata d’aria fresca in un mare di forum monotematici sui coffeeshop. Ho apprezzato molto i tuoi reportage e mi hanno fatto molto comodo le tue dritte questa primavera, alla mia prima visita.

    Ti auguro che questo rapporto non s’interrompa mai, e che sia sempre bello per te tornarci.

    Tanti auguri per il futuro!

  9. Cacchio! Torni in Italia… Questo sì che è controcorrente.
    È bellissimo questo post e trasuda “vita” in ogni riga 🙂

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